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Perché ci si ammala di fibromialgia? Secondo alcuni studi potrebbe trattarsi di un funzionamento anomalo dei circuiti neurali.

Attenzione!! La malattia invisibile può finalmente essere "vista"...

Perché ci si ammala di fibromialgia 1
Immagine tratta da Pinterest

    Ho letto con attenzione l'articolo del dott. Acanfora (ecco il link FIBROMIALGIA: sindrome fantasma o patologia reale?) che mi ha fornito informazioni davvero interessanti, così ho ritenuto opportuno scrivere qualcosa in merito nella speranza di restituire dignità a quei fibromialgici che per anni si sono sentiti come dei malati immaginari.

    Pare che la Sindrome fibromialgica sia riconducibile al funzionamento anomalo dei circuiti nervosi deputati alla percezione, trasmissione ed elaborazione degli stimoli dolorosi. E' possibile che questi "circuiti elettrici" svolgano, nelle persone affette da fibromialgia, la propria "missione" in modo distorto amplificando gli stimoli ricevuti quasi come se l'organismo stesse subendo degli attacchi esterni pericolosissimi

    Questa situazione è accompagnata da un quadro d'infiammazione di basso grado non facile da rilevare giacché gli esami comunemente proposti (PCR e VES) non subiscono variazioni a meno che non coesista qualche altra patologia infiammatoria come ad esempio l'artrite.

    I sintomi sono molto vari: dolori diffusi che non si risolvono con i farmaci comunemente usati per il dolore, stanchezza invalidante anche appena svegli, difficoltà nel concentrarsi, insonnia, dismenorrea, cistite, crampi, problemi gastrointestinali... insomma un ventaglio di possibilità piuttosto ampio!

    Perché ci si ammala di fibromialgia? Non esiste un singolo motivo, infatti ci troviamo davanti a un'espressione eterogenea e complicata dove generalmente si evidenziano molteplici concause: traumi fisici, infezioni, stress eccessivo e prolungato, interventi chirurgici. 

In queste condizioni è possibile che la persona riesca ad identificare un momento preciso in cui la malattia ha esordito. In altre situazioni, al contrario, l'individuo si accorge di una progressione non riconducibile ad un evento specifico della propria vita.

    Uno stress profondo e prolungato aumenta la frequenza e la gravità dei sintomi. Le arrabbiature, la paura, la frustrazione, la tristezza incolmabile, il fatto di sentirsi bloccati in una situazione possono generare dolore in tempi sorprendentemente brevi. 

Al contrario prendersi dei momenti di pace, di meditazione o per stare a contatto con la natura migliora le condizioni generali di chi ne soffre.

Perché ci si ammala di fibromialgia? L'alimentazione c'entra qualcosa?

    Un altro aspetto rilevante è quello delle intolleranze alimentari in particolare quella al glutine. Tuttavia ritengo importante che chi sta affrontando quest'esperienza inizi a tenere un DIARIO in cui prendere nota circa l'impatto che i vari alimenti hanno sul proprio corpo.

Ho personalmente riscontrato che molti i cibi accentuano i sintomi: le carni rosse, i latticini, i legumi, l'eccesso di cibi integrali, i mirtilli, le solanacee (melanzane, patate, pomodori), il caffè, gli alcolici, le prugne, lo zucchero, il melone... 

Ho scritto un articolo sull'alimentazione che potrebbe interessarti, lo trovi qui. Leggendolo troverai delle idee nuove, che mettono in discussione le ecolalie che piacciono tanto a questa società poiché ritengo che ciascuno debba trovare autonomamente la propria Via. 

La disciplina è un elemento molto importante per la crescita individuale mentre l'ottusità e il fatto di non mettersi in discussione producono ristagno e malattia.

Insomma: davanti ad una patologia multifattoriale come questa, che comporta anche una grande sensibilità rispetto alle sostanze chimiche con cui si entra in contatto, ritengo ottimo un approccio da ricercatori curiosi con l'intento di capire cosa contribuisca a scatenare gli attacchi e, al contrario, quali cibi o situazioni migliorino le condizioni di vita.

Perché ci si ammala di fibromialgia: ecco cosa ne penso.

Perché ci si ammala di fibromialgia 3


    Le mie personali conclusioni (non mediche ma solo in qualità di essere pensante) sono che: ci si ammala di fibromialgia perché si viene sottoposti a livelli eccessivi di stress (fisici, psicologici, emotivi). Potrebbe trattarsi di un singolo evento traumatico o, più probabilmente, di lunghi periodi in cui ci vede costretti a resistere, a "tener duro". 

La potenza di questi stimoli è così intensa da esercitare una pressione logorante sull'individuo che, ad un certo punto, si spezza come una catena arrugginita e il corpo semplicemente si ferma. 

Così il sistema nervoso, per difenderci dal terribile stress patito, inizia a rispondere segnalando in modo sproporzionato qualunque stimolo potenzialmente pericoloso. 

Il corpo ci fornisce indicazioni per proteggersi da eventuali attacchi esterni in quanto, in qualche momento della propria vita, ha registrato la pericolosità dell'ambiente circostante. 

Varrebbe forse la pena di porsi delle domande leggermente diverse? 

Ad esempio: 
  • Quando mi sono ammalata/o? 
  • In che modo mi sono ammalato/a? 
  • Cosa facevo quando è iniziata questa storia? 
  • Mi piaceva la vita che conducevo quando ho avuto i primi sintomi? 
  • I miei sintomi sono iniziati dopo una brutta influenza
  • Facevo un lavoro che mi piaceva
  • Ho assunto cibi, sostanze, farmaci particolari qualche tempo prima dell'esordio dei sintomi? 
  • Ho vissuto un lutto in quel periodo? 

    Quando intraprendiamo un percorso di guarigione le domande possono offrirci degli spunti interessanti, giacché ci aiutano a prendere contatto con le nostre percezioni più profonde e inascoltate.

Ci offrono l'opportunità di ampliare il nostro mondo...

Leggi anche Come ci si accorge di avere la fibromialgia.

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