"Fa bene?" "Fa male?" Qual è l'alimentazione più corretta?
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| Il primo passo per alimentarsi correttamente è quello di eliminare i cibi e le idee preconfezionate per tornare ad ascoltare il proprio corpo. |
Fa bene e fa male: ma quante ne dobbiamo sentire?
Se stai leggendo il mio blog, e in particolare questo articolo, è probabile che tu sia una persona in cerca di qualcosa. Può darsi che tu abbia messo in discussione molte delle certezze che ti hanno accompagnata/o nel corso della tua vita, è possibile che tu abbia iniziato a porti delle domande sempre più ambiziose e avventurose alcune delle quali potrebbero essere:
- Perché esistono così tanti regimi (e per "regimi" intendo "regimi dittatoriali ed estremisti"!) alimentari?
- Come mai tali schemi nutrizionali hanno la pretesa di essere eccellenti ma ciascuno presenta delle lacune?
- Cosa vuol dire che se vai da dieci nutrizionisti ti offriranno almeno sei o sette diete diverse?
- Che bisogno c'è di appiccicarsi addosso un'etichetta alimentare che qualcun altro ha ritenuto buona per sé?
Ci tengo a ripeterlo: NON SONO UN MEDICO BENSÌ UNA PERSONA CHE STUDIA E PENSA così ritengo opportuno condividere le mie opinioni per aiutare i miei lettori a riappropriarsi della libertà e del buon senso giacché alla nostra società fanno molto comodo le masse di consumatori ubbidienti mentre gli esseri pensanti vengono guardati con sospetto.
Qual è l'alimentazione più corretta? La dieta del buonsenso!
La miglior risposta che ho ricevuto a questa domanda è arrivata dalla mia dottoressa di medicina generale (donna davvero capace e competente): -la dieta del buonsenso!-
Dopo alcuni sventurati incontri con dispendiosi nutrizionisti, trascorsi diversi mesi mangiando senza la gioia di farlo giacché i "devo" prosciugano il piacere. Quando si porta la propria attenzione sul "fa bene o fa male" si spalancano i portali dell'ansia " oddio... se mangio una fetta di salame le arterie si ostruiranno e sarò responsabile di aver alimentato la sofferenza degli animali", "mi mangerei un bel piatto di pasta.... noooo, non devo mangiare glutine!", "le carote mi fanno schifo ma oggi la dieta prevede carote e quella m*** di tofu...".
Ad un certo punto decisi di mettere a confronto le informazioni ricevute dai nutrizionisti interpellati, feci delle ricerche su internet, radunai le varie informazioni e le confrontai con le reazioni del mio corpo, risultato?
Ho compreso che le varie impostazioni nutrizionali non hanno nulla di scientifico; esse sono, al contrario, frutto di opinioni personali generate dall'osservazione di una piccola parte di mondo e non della sua totalità così molteplice: mi pare come se qualcuno volesse studiare la foresta osservandola dal buco della serratura. Credo che se tali diete fossero basate sulla scienza non andrebbero in direzioni diametralmente opposte...
Ho trovato molto interessante il seguente articolo che ho trovato sul sito dell' A.I.R.C. Fa bene o fa male? Il dilemma della nutrizione dove ho avuto modo d'intendere che frequentemente un determinato alimento può essere sia protettivo e sia potenzialmente dannoso.
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| Leggi i segnali del tuo corpo e nutrilo con amore. |
Ma a TE fa bene o fa male? La risposta giusta vive dentro di TE.
- Nutrizione e geografia. Se vivi in Norvegia, la dieta mediterranea potrebbe non essere ottimale perché ti servono calorie e molta vitamina D (contenuta nei pesci grassi, nelle uova ecc) poiché per sei mesi l'anno c'è poca luce solare: elemento indispensabile perché il corpo possa renderla disponibile.Se vivi a Santo Domingo e decidi di seguire una dieta Siberiana potresti affaticare oltremodo il tuo corpo perché hai bisogno di cibi più acquosi, vitaminici e freschi capaci di proteggerti dal calore e dalla perdita di sali minerali. La dieta mediterranea NON È LA DIETA MIGLIORE IN ASSOLUTO: È LA MIGLIORE PER CHI VIVE VICINO AL MAR MEDITERRANEO... insomma, iniziamo a disfarci di questi stereotipi.
- Cibo spazzatura. Hai bisogno che qualcuno ti dica che quella roba ti fa male? No! Tu sai che quella roba ti fa male perché quando passi vicino ad un fast food e senti quell'odore di grasso che impregna tutta l'aria dici: - Perbacco che schifo!- e appena finito quel succulento panino con quelle deliziose patate fritte "nell'oliomotore" ti sembra di aver ricevuto un pugno sotto lo sterno. Nelle ore successive, erutterai quei sentori di burro e grassi meravigliosamente abbrustoliti sulla piastra; così (come tutte le altre volte) finirai per interrogarti sulla tua incapacità di capire che quel cibo non ti fa stare bene.
- Se il tuo corpo reagisce ad un alimento vuol dire che non è perfetto per lui. Se dopo aver mangiato dei latticini hai mal di pancia, catarro o mal di testa, non credo tu abbia necessità di un medico che ti dica "guarda che non ti fa bene". Da tempo segui uno stile di vita sano: mangi molti cereali integrali e legumi ma soffri di coliche e crampi addominali vuol dire che non è uno stile di vita sano per te!. Bisogna mangiare mirtilli perché fanno bene ma se dopo aver mangiato i mirtilli ti viene la diarrea vuol dire che a te i mirtilli non fanno bene anche se il nutrizionista ti ha detto il contrario... Le crociate contro il glutine: se non avverti disturbi quando mangi pane e pasta, abbi cura di non esagerare, di scegliere farine di buona qualità e poco lavorate, alterna cibi con e senza glutine ma non diventare schiavo di questa cosa. Il grave problema del glutine sono le varie ibridazioni subite dal grano per renderlo più produttivo e resistente, così come le lavorazioni delle farine "0" e "00", ma consumando grani antichi e farine poco raffinate la situazione migliora tantissimo.
- La carne ti piace? Ti serve? Ti fa ribrezzo? Fai le tue scelte in modo libero! "Se mangio carne rossa mi viene male dappertutto" allora non mangiarla perché vuol dire che t'infiamma, "la carne bianca invece non mi da fastidio" e allora scegli quella! "Ho provato a essere vegetariano ma mi sento giù di tono e triste" mangiane poca ma mangiala perché il tuo corpo non è contento delle tue scelte: lascia perdere la morale e segui le indicazioni del tuo corpo!
- I legumi sono preziosi e indispensabili! Si ma... se il tuo intestino tende ad irritarsi è assolutamente controindicato mangiarne frequentemente. I legumi sono semi destinati alla prosecuzione della specie, a loro non piace essere mangiati perché hanno un solo scopo: germogliare, crescere e proliferare. I semi si proteggono dagli animali producendo sostanze velenose o indigeste. Ecco perché il tuo intestino si comporta in modo strano quando li mangi.
- La dieta ricca di fibre: un'altra ecolalia. Se sei fibromialgica/o, e il tuo intestino ha la tendenza ad irritarsi, non dare retta questo mantra perché i tuoi dolori non miglioreranno! Questo non vuol dire non mangiare fibra perché sarebbe una scelta idiota, bensì: sminuzza bene le verdure che mangi, fai dei passati di verdura, se ami le cicorie e le biete tagliale piccole con una forbice. In ogni caso, se vuoi star bene, non esagerare!
- Mangia di tutto un po' senza estremismi! Le abbuffate affaticano, le privazioni rattristano, l'equilibrio è benefico. Datti il permesso di essere contemporaneamente: onnivoro, vegano, vegetariano, carnivoro, creolo, meridionale e nordico. Scegli cosa ti fa bene sulla base di ciò che il corpo ti suggerisce, ascolta tutte le opinioni ma decidi autonomamente.
Qual è l'alimentazione più corretta per aumentare il proprio potere personale?
Mi piace? Questa è la prima domanda da porsi. Se mi piace (cucinare, assaporare, annusare, toccare) questo ingrediente o pietanza ne riceverò una certa energia che risulterà gradita sia al corpo fisico che a quelli sottili. Se dobbiamo mangiare qualcosa che non ci piace particolarmente ma che ci fa bene chiediamo aiuto alle spezie, alle aromatiche, al succo di limone e al peperoncino fresco!
La creatività ci aiuta sperimentare metodi di cottura, alimenti e sapori nuovi. Questo ci permette di ampliare il nostro spazio vitale: il potere personale ha bisogno di molto spazio e conoscenza!
La libertà: rimanendo ancorata/o a "ciò che sai di sapere" l'alimentazione rimarrà un'esperienza routinaria, strettamente legata alla sopravvivenza, e non riuscirai a coglierne gli aspetti più profondi: culturali, energetici, spirituali.
Inventati una cucina gioiosa e giocosa in questo modo puoi liberarti da quella sensazione di costrizione depotenziante che ti fa passare la voglia di occuparti adeguatamente della tua alimentazione. Abbina gli alimenti in modo divertente anche se chi ti sta vicino è molto refrattario ai cambiamenti: aggiungi qualche fettina di mela alla tua insalata o un goccio di aceto nel tuo piatto di minestra.




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