Fibromialgia: esiste una relazione tra dolore fisico e dolore emotivo?
Una volta ricevuta la diagnosi e accettato il fatto che non esistono farmaci capaci di offrire una qualche forma di guarigione si possono percorrere due strade:
- dichiararsi vinti e accettare il matrimonio con questo spirito dominante che è il dolore cronico
- imparare ad osservarsi e a sentirsi affinché tale relazione possa generare il minor disagio possibile.
La seconda è una strada avventurosa e impegnativa giacché comporta la necessità di
ricercare, sperimentare, cambiare, domandarsi cosa non funzioni nella propria vita, buttare per aria quegli aspetti che non sono più adatti (relazioni, occupazioni, interessi personali ecc.), offrirsi alla vita senza opporre resistenza.
La prima condizione rende tutto più semplice: si accetta di "essere malati", ci si lascia compatire, si ha la possibilità di non fare le cose che ci fanno star male senza la necessità di sperimentare altri modi di essere e di vivere.
Nel secondo caso spalanchiamo il cancello della libertà e, sebbene possa trattarsi di un percorso insidioso, possiamo seguire le orme della nostra vera natura, del messaggio che l'anima ci racconta attraverso il dolore cronico e la fibromialgia.
A ciascuno la propria Via ma sono convinta che l'opportunità di un viaggio di crescita come questo non debba essere sprecato...
Fibromialgia: l'energia del dolore emotivo diventa materia e causa dolore fisico diffuso.
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Quest'articolo e quest'altro raccontano della relazione che lega la sofferenza emotiva a quella corporea. Pare che il dolore fisico e quello emotivo accendano le stesse aree del cervello, ho trovato davvero sorprendente il fatto che secondo alcune ricerche gli analgesici producano effetti lenitivi sul dolore emotivo e che farmaci destinati alla cura del dolore emotivo producano effetti positivi su quello fisico.
Non a caso alle persone affette da sindrome fibromialgica vengono proposti i fiori di Bach o prescritti antidepressivi e ansiolitici ottenendo dei benefici considerevoli sul piano fisico.
Ma cosa accade in pratica?
Capita che qualcuno (o qualcosa) entri nella tua vita in modo dirompente e ne rimani sopraffatta/o. Non hai modo di confrontarti, difenderti o allontanarti, ti senti prigioniero/a e senza possibilità di azione.
Vorresti far qualcosa ma non puoi così inizi a provare frustrazione che deriva dal fatto di dover bloccare la tua spinta ad emergere ed esprimerti.
La frustrazione è un'energia cinetica inespressa che torna indietro come un boomerang!
Per capire cosa accade puoi fare un esperimento molto semplice. Prendi un sasso, una pallina o un oggetto qualsiasi, fai come se volessi scagliarlo con tutta la forza che hai in corpo. Concentrati per qualche istante in modo che il cervello e il corpo capiscano bene che lancerai l'oggetto a tutta forza. A questo punto fai il movimento con la tua massima potenza ma invece di scagliare l'oggetto che hai in mano ti blocchi più o meno a metà quando l'energia di lancio si trova al picco massimo.
Che cosa senti? Se hai fatto l'esercizio in modo corretto sentirai dolore al braccio.
Ecco come la frustrazione si converte in dolore fisico!
Altro esempio: stai sperimentando una passione, innamoramento o voglia di vivere e di fiorire, ma qualcosa te lo impedisce.
Il tuo slancio creativo e gioioso non può esprimersi; lo devi richiamare a te!
Così, quel fuoco che arde nella tua anima si converte in fuoco che brucia il tuo corpo da dentro. Ecco che l'energia (fuoco) diventa materia (corpo che duole).
Trasformare la frustrazione e il dolore cronico in potenziale creativo. La fibromialgia si trasforma in opportunità!
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Bene! Eccoci frustrati, pieni di dolori e perplessi: che si fa? Si sta lì così? Ci si trascina dal letto al divano? Si provano tutti i farmaci presenti in casa nella (inutile) speranza che stavolta funzioni qualcosa?
Be' può darsi ma c'è di meglio!
E' ora di porci qualche domanda spaziosa:
- Cosa il tuo corpo può fare in questo momento? (ondeggiare, danzare, cantare, dormire, immaginare, niente, soffrire, gioire ecc.)
- Cosa il tuo corpo detesta in questo momento? (il letto, il rumore, la luce, i pensieri, la suocera, il coniuge ecc)
- Cosa il tuo corpo vuol fare in questo momento? (niente, pulire, uscire, ginnastica, Nei Gong, stare a contatto con l'acqua, cucinare, mangiare ecc)
- Che cosa ne pensa la tua anima?
- Cosa farebbe la tua anima se il corpo non opponesse resistenza? (scriverebbe, dipingerebbe, farebbe l'amore con qualcuno di speciale, suonerebbe, andrebbe per boschi, cucinerebbe un piatto strepitoso... cosa farebbe la tua anima senza i vincoli del dolore?)
- Quali risorse stai trascurando di prendere in considerazione?
- Quali esperienze stai evitando di compiere grazie al dolore?
Queste e altre domande ti aiuteranno a chiarire le origini del tuo malessere, nel contempo di permetteranno, almeno in parte, di dominare il dolore e di trovare nuove possibilità espressive.
Ricorda che la natura non fa nulla per caso ed è possibile che questo tuo stato fisico costituisca un elemento utile per la tua crescita nonostante abbia "una gran brutta faccia"...
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