Il tuo mondo è cambiato. Nulla è come prima e ti senti smarrita/o. Non si tratta solo del fatto che la persona che ami, quella con cui condividevi il tuo cammino, non c'è più e che senti il cuore graffiato dal dolore perché non esiste rimedio a questa situazione ma ciò che ti fa sentire totalmente perso/a è che non hai idea di chi sarai TU da questo momento in poi... cosa farai... come diventerai...
La vita ti ha messo davanti ad un grande dilemma: soccombere al dolore o intraprendere un nuovo viaggio?
Certo che per qualche tempo avrai bisogno di stare con la tua sofferenza, di ascoltarla e imparare a conviverci perché non ti abbandonerà ma voglio rassicurarti perché puoi anche decidere di trasformarla in potere e potenziale creativo. E' per questo che ti esorto a trovare un tuo progetto.
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| Immagine da Pixabay.com |
Cosa fare quando si diventa vedove o vedovi: ha senso rifiutare il nuovo viaggio?
Nel momento in cui siamo costretti a separarci dalla nostra persona cara in modo così definitivo siamo pervasi da uno spirito di morte e avvertiamo un certo senso di sicurezza nell'abbandonarci al dolore, quasi come se potessimo esimerci dall'affrontare la realtà ma quali effetti produce quest'attitudine disfattista?
- Sprechiamo la nostra energia creativa e il nostro potenziale
- Disperdiamo ciò che la relazione con il defunto aveva prodotto
- Rinunciamo al nutrimento che tale esperienza contiene
- Lasciamo che l'amore muoia con l'oggetto del nostro amore ma non vi è alcun merito nel rinunciare a vivere la propria vita.
- Veniamo meno al patto della nostra anima: la nostra anima, secondo molte tradizioni sciamaniche e anche per la medicina cinese classica, s'incarna per poter realizzare un certo compito, un destino
Non c'è nulla di utile, né di romantico, nel morire di dolore per la perdita del proprio/a coniuge: si tratta, a mio avviso, unicamente di un grande spreco che non abbiamo il diritto di compiere!
Il dolore prodotto da questo tipo di esperienza può essere così potente da produrre risposte patologiche gravi in organi e tessuti già sensibilizzati, per questo motivo credo sia importante disciplinare la sofferenza in modo da non reprimerla e senza concederle il potere d'incenerirci.
Come si disciplina la sofferenza? Attraverso la ferma volontà di farlo: la disciplina è il frutto dell'intenzione.
Cosa fare quando si diventa vedovi: impariamo a chiederlo al saggio interiore!
Nel mio
corso Il sussuratore d'ispirazioni (per informazioni clicca qui) impariamo a entrare in contatto con questa risorsa molto importante che consideriamo poco o perfino ignoriamo.
Ti saranno certamente capitate delle intuizioni, dei momenti in cui sentivi un'inspiegabile spinta a fare qualcosa "svolta a destra: è lì che troverai parcheggio", "se vai in quel posto ora avrai la conferma dei tuoi sospetti", "non è il giorno giusto per fare questa cosa"... immagino sia successo anche a te. Telepatia, intuizione, connessione al Grande Spirito: non so bene perché succedano queste cose e sinceramente non m'interessa etichettarle.
Uso l'elettricità e beneficio della funzionalità del mio cuore senza sapere esattamente come funzionino e ugualmente non vedo la necessità di indagare più di tanto sui meccanismi psichici ma so che esistono e che, esattamente come la luce, possono accendersi o rimanere spenti...
Attraverso le pratiche sciamaniche è possibile risvegliare e attivare questo potenziale sopito
Il nostro saggio interiore è una parte molto importante della nostra psiche; essa può mostrarci degli aspetti nuovi che, trovandoci avvolti nel cupo mantello del lutto, non riusciamo a scorgere.
Potrebbe mostrarci nuove inclinazioni, obiettivi, hobbies, desideri o ambizioni seppelliti dalle ceneri di ciò ch'è stato e non può più essere: questi aspetti di noi stessi hanno un'anima e meritano di essere esplorati!
Potresti cadere nella tentazione di non sentirti meritevole di esplorare questi nuovi orizzonti: in fin dei conti tu sei vivo/a e lei (o lui) no: perché mai dovresti provare a realizzarti? Non ti basta la fortuna di essere vivo? Questa è la voce menzognera del senso di colpa: un altro spirito molto potente e presente nella nostra società. Il senso di colpa va ascoltato, ringraziato e lasciato andare perché genera molti guai.
TU sei un pezzo dell'anima del mondo e il senso del tuo cammino è quello di diventare la migliore versione di te stesso:
"L'opera preziosa e unica che vive in te!"
Un seme di albero ha la missione di diventare rigoglioso e forte, di prendersi il suo spazio nel bosco...
Puoi imparare a trasformare le tue ferite in potenziale creativo avendo fede nell'evento che stai vivendo.
Nei mesi che precedettero e seguirono alla morte di mio marito provai emozioni molto intense e una grande sofferenza. La mia realtà era stata completamente stravolta: l'amore, il fatto di non avere accanto una persona buona e affidabile, gli aspetti pratici ed economici, le immagini della sua sofferenza che avevano ingurgitato i ricordi di otto anni trascorsi insieme.
Della mia vecchia vita non c'era più nulla: svanito il marito, così come il bacio del buongiorno e quello della buonanotte, sparita la casa, i progetti e la sicurezza economica. Sentivo solo dolore e i brutti ricordi della sua malattia.
Compresi che era arrivato il momento di mettere in pratica alcune nozioni apprese nei mesi precedenti o quel marasma avrebbe divorato ciò che restava della mia vita.
Mi ricordai degli insegnamenti ricevuti da una persona che mi ha offerto punti di vista differenti:
"bisogna avere fede negli eventi! Gli eventi sono dei, spiriti, numi e bisogna parlare con loro. -Ho fede in te! Ho fede in te! Se giungi a me proprio ora, allora io voglio essere all'altezza dell'esperienza!- cit. SCW
Quarto chakra Selene Calloni Williams
Così, come
Indiana Jones compii il passo della fede a quel punto un sentiero fatto di nuove possibilità cominciò a palesarsi offrendomi l'opportunità di guardare tutta la situazione con occhi diversi.
Sebbene il dolore mi accompagni ancora ho compreso che ho il dovere di fare del mio meglio per tutto il tempo che mi resta e che mio marito disapproverebbe se io mi abbandonassi al peso del lutto.
Quel che cerco di dirti è che in questo momento drammatico, come in ogni altro istante della tua esistenza, sei responsabile dei tuoi pensieri, delle tue scelte e delle tue azioni...
Puoi imparare a gestire le emozioni, a trasformare lo smarrimento in fede, a percepire il vuoto come un calderone di nuovi progetti ma solamente tu puoi scegliere che direzione prendere...
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